Centro riabilitativo
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"SPORTELLO" DI ORIENTAMENTO PER DISABILI
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PREMESSA

Ferma restando l’opportunità che le istituzioni genericamente deputate alle attività di orientamento siano in grado, in termini di conoscenze e di professionalità, di svolgere azioni di carattere orientativo anche nei confronti delle persone portatrici di disabilità, si è da più parti avvertita l’esigenza di incrementare e sviluppare iniziative che si traducano nella creazione di strutture specificamente “dedicate” alla problematica dell’orientamento scolastico e professionale del disabile.

Tale esigenza nasce anche dalla particolarità di tale azione orientativa che, a  differenza di quanto accade per la persona  normodotata, coinvolge non solo il soggetto destinatario dell’azione stessa, ma anche altri e diversi soggetti che con essa di rapportano e che contribuiscono, in maniera differente ma comunque rilevante, alla presa di decisione sulle scelte future.

 

Si tratta allora di prevedere un Servizio di Sportello dedicato al disabile con le seguenti finalità generali:

  •        orientamento scolastico
  •        orientamento professionale
  •        azione di tutoring di mantenimento.

Alla base dell’azione della Struttura deve porsi un principio metodologico riferito alla considerazione sopra esposta relativa alla molteplicità di interlocutori interessati.

 

La struttura deve quindi essere “aperta” a diverse istanze provenienti da:

  • utente interessato
  • contesto familiare
  • scuola e formazione
  • strutture di riabilitazione e di integrazione
  • aziende

L’azione di orientamento deve essere il frutto della sinergia che gli operatori dello Sportello sapranno attivare tra queste diverse componenti: vediamo come nel concreto.

 

LA PROPOSTA OPERATIVA

Lo Sportello dovrà avere una visibilità nei confronti dell’utenza disabile come Struttura in grado di affiancare il soggetto medesimo nell’analisi di tutti gli elementi conoscitivi che la riguardano: potenzialità, attitudini, criticità e, naturalmente, particolarità oggettive derivanti dallo status e dalla natura della disabilità riscontrata.

Il quadro conoscitivo così emerso sarà “incrociato” con le possibilità che i mercati (o scolastico o lavorativo/professionale) offrono in modo da elaborare un P.O.I. (Piano orientativo individuale) dove vanno a confluire:

  •      indicazioni sullo status della persona
  •        elementi di forza
  •        elementi di debolezza
  •        attitudini e propensioni
  •        livello di preparazione e di competenza
  •        indicazioni di percorsi di formazione/aggiornamento necessari
  •        indicazione del percorso più idoneo (scolastico, formativo o lavorativo/professionale).

 

Il P.O.I. dovrà quindi scaturire da una approfondita azione di analisi e conoscenza che gli operatori potranno svolgere secondo il seguente flusso di azioni:

  1. primo incontro con l’utente
  2. incontro con la famiglia (nel caso di utente minorenne o comunque se la disabilità lo richieda)
  3. confronto con operatori della struttura che ha o ha avuto l’utente in caric
  4. confronto con gli operatori della Scuola o della F.P. (sia per avere elementi di conoscenza pregressa, sia per ottenere utili indicazioni di percorso nel caso di orientamento scolastico-formativo)
  5. confronto con operatori aziendali (sia per ottenere utili indicazioni di percorso nel caso di orientamento lavorativo/professionale)
  6. ulteriori incontri con l’utente
  7. stesura del P.O.I. con illustrazione e commento con l’utente e con la famiglia.

 

  E’ di fondamentale importanza porre in luce come l’azione dello Sportello non si esaurisca con la mera stesura del P.O.I.. Il concetto, anche di natura deontologica, che sta alla base del servizio offerto consiste nel principio della “presa in carico” dell’utente. Ciò significa che anche dopo l’indirizzo scelto, l’utente deve poter vedere nello Sportello una realtà di riferimento per:

  • confronto e consiglio sulla scelta intrapresa
  • individuazione di azioni rafforzative
  • analisi di possibili problematiche emerse
  • rivalutazione della scelta stessa.

 

  Tale consapevolezza deve poter indurre l’utente (o la famiglia) a considerare la Struttura sempre disponibile al monitoraggio della situazione orientativa dell’utente stesso.
Ma possiamo e dobbiamo spingerci ancora più in là: occorre prevedere quello che sopra abbiamo definito “azione di tutoring di mantenimento”. Significa che lo Sportello, soprattutto per le situazioni più critiche o comunque che abbisognano di un monitoraggio particolare, si attrezzi al fine di attivare motu proprio una verifica continua che assicuri le condizioni migliori per mantenere in stato di qualità costante la scelta effettuata. In tal modo potrà attivarsi in tempo utile l’eventuale rivalutazione della scelta di cui sopra.

 

LE RISORSE NECESSARIE

Il servizio come sopra delineato necessità di risorse strutturali ed umane adeguate.
Le prime  consistono sostanzialmente nella individuazione di spazi ampi sia per incontri individuali, sia per azioni collettive in aula. Di primaria importanza anche l’”ambiente dell’accoglienza” che è strategico per collocare da subito l’utente nella giusta dimensione: aperto, luminoso, spazioso e dotato di messaggi visivi accattivanti sui temi dell’orientamento.

Per quanto concerne le risorse umane, e regime occorrerà la presenza (numericamente variabile in base alle esigenze del servizio) delle seguenti figure professionali:

  • orientatore
  • psicologo
  • mediatore al lavoro
  • personale di accoglienza e di segreteria.